Melek Ta'us

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mercoledì 5 gennaio 2011

Domenica di sangue

Per l’Occasione, migliaia di fedeli rischiarono, sopportando il forte acquazzone, le mareggiate e le forti onde che spazzarono la costa e il golfo in lungo e in largo, oltre che le minacce e le botte di alcuni uomini prezzolati da un rancoroso Fresella non entusiasta dell’iniziativa, pur di permettere al risoluto Parroco di recitare un rito di Benedizione sul mare infuriato. L’unico fattore che impedì alla Processione di trasformarsi in rissa fu la presenza della stessa statua della Madonna del Carmine, portata a braccia da alcuni fedeli nonostante il vento forte e le raffiche di pioggia. Dopo tre giorni, in corrispondenza della terza domenica del mese, l’esplosione di quattro cariche al tritolo, piazzate in corrispondenza di Piazza dell’Annunziata causò la morte di venticinque persone e dello stesso parroco, Don Ciro Micheluzzi anche se, ad un esame autoptico successivo si dimostrò che il coraggioso parroco era stato solo sfiorato da una scheggia provocata dalla terrificante esplosione, tanto che il referto riportò come causa della morte un arresto cardiaco. La responsabilità di Fresella nel turpe attentato fu universalmente riconosciuta negli ambienti della Mala, anche se fu resa pubblica dai mezzi di comunicazione solo l’anno successivo, ma pare che il fatto abbia ragionevolmente scosso lo stesso mondo del Crimine napoletano, tanto da causare il declino del Boss. “Era un fatto troppo grave”, spiegherà il collaboratore di Giustizia Loiacono; “<ammonire> un parroco troppo irrispettoso và bene, farlo saltare in aria in mezzo alla gente no. Subito dopo il fatto successe <l’arrevuoto>, vennero giornalisti, il Vaticano fece pressioni sull’Amministrazione … non andava bene. Sui Giornali si fecero addirittura paragoni con la ben più preoccupante situazione in Medio Oriente. Il “Mattino” pubblicò come articolo di testa un pezzo dal titolo: “Napoli come la Turchia”. “Fresella fu severamente <Richiamato>” precisa il Pentito, e ancora aggiunge: “Avrebbero fatto pure di peggio, ma controllava una <zona> (léggi zona “di spaccio”) troppo grossa. Troppa gente in mezzo e un’altra guerra non faceva comodo a nessuno. Fresella consegnò <in appalto> alcune attività e si ritirò dalla circolazione, poi qualcuno fece la <soffiata>”. Sono stati proprio i pesci, croce e delizia del malavitoso a segnare la sua fine. A causa di uno dei tanti “scioperi della mondezza”, “qualcuno” ha avvertito il Comando Generale dell’Esercito di stanza in prossimità dell’ Ospedale del Carmine di fare più attenzione a “certi sacchi di spazzatura”. Bisogna prima precisare, che quella del controllo dei rifiuti alimentari ed organici in ordine di smistamento presso l’Ospedale è prassi comune per i corpi di fanteria e paracadutisti dell’Esercito, operazione che, durante uno sciopero, viene svolta per forza di cose sommariamente, dovuto alla enorme mole di rifiuti. Fatto sta che in questo caso l’Esercito ha deciso di far caso alla telefonata anonima e lo sforzo è stato premiato. “Abbiamo trovato sacchi interi di ossa ed interiora parzialmente divorate”, ha dichiarato il Caporalmaggiore del Corpo Paracadutisti Alfonso Sacchinetti. “Il perito medico ha riscontrato segni sulle ossa prodotti da denti a sega tipici di alcune varietà di animali feroci. In principio abbiamo pensato a cani o altri animali di grossa taglia “, che si trattasse dunque di resti di cibo provenienti da qualche giardino zoologico” Ma il Caporalmaggiore corregge subito l’errore; “Ci eravamo già accorti che si trattava di ossa umane, il problema era capire da dove provenissero e soprattutto chi ne avesse causato lo scempio” … A questo pensò la consueta “soffiata anonima”. Come riportato dall’informe della Legione dei Carabinieri in data 14 Novembre 2010 : “L’Irruzione ha avuto luogo all’incirca alle ore 11.00 antimeridiane ed ha visto coinvolte anche la Polizia stradale e due reparti di fanteria dell’Esercito Italiano oltre a due corvette della Guardia Costiera …”. Con la Villa del malavitoso praticamente circondata, i tirapiedi di Fresella si sono arresi praticamente senza opporre resistenza, ma una volta fatto irruzione, le testimonianze divengono discordanti e non sempre precise.

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