Melek Ta'us

Melek Ta'us

domenica 9 gennaio 2011

Investigatori dell'Occulto. Genere e tematiche

Ecco il breve intervento che mi ero riproposto di scrivere. L'analisi che state per leggere verte sui contenuti degli autori e cerca di essere una riflessione di stile. Cerco di dimostrare che si tratta di una branca molto particolare della letteratura fantastica e che richiede le sue proprie regole. Originariamente ciò che leggerete faceva parte di un saggio molto più lungo pubblicato in spagnolo, che spero di tradurre al più presto (non appena avrò trovato dove pubblicarlo), che non parla solo di Investigatori dell'Occulto ma di tutta la letteratura fantastica anglosassone che gravitò intorno alla "Golden Dawn" nonchè, naturalmente, della "Biblioteca di Babele" di Borges. Questo particolare estratto termina con la definitiva considerazione sul fatto che non si può scrivere un racconto di investigazione soprannaturale senza conoscere alcune regole basiche sull'argomento. Poco importa se l'autore creda o no in ciò che illustra, l'importante è che lo illustri bene e con cognizione di causa e pare che "questi" autori, sapessero molto bene di ciò che parlavano.In questo estratto particolare accenno solo di passaggio alle fonti "esoteriche" degli autori, mi sono concentrato di più sui contenuti. Appena avrò finito di tradurre la parte specifica la posterò sul Blog non temete! Commenti e riflessioni non solo sono permessi ma sono VIVAMENTE RICHIESTI. Buona lettura.


Investigatori dell’Occulto


La prima cosa da fare sarà senza dubbio definire bene la figura letteraria del “Dottore Psichico” o “Investigatore dell’Occulto”. La serie “classica”, per così dire (John Silence, Carnacki, Principe Zaleski etc.) deve le sue origini all’eminentissimo Sherlock Holmes, ma se ne discosta per molti particolari che cercheremo esaurientemente di elencare. Per cominciare Sherlock Holmes vive preferibilmente nel suo ritiro di Baker Street, ma Scotland Yard, pur con qualche riserva, si tiene costantemente in contatto con lui, così come “L’Intellighenzia” londinese. Egli fra di loro è un “Primus inter pares”, per lignaggio e propensioni nonostante la sua riservatezza è buon amico-nemico dell’Investigatore Lestrade nonché (e questa è caratteristica imprescindibile) perfetto conoscitore della città in cui vive, Londra. Gli Investigatori dell’Occulto condividono con il loro “Padre putativo”, praticamente solo quest’ultimo elemento. Per quanto invece riguarda il resto, non si curano affatto dell’ “Intellighenzia” né gli interessa particolarmente far parte dell’ “Establishment”, a meno che alcune “conoscenze altolocate” non siano necessarie a risolvere casi di peculiare complessità. Va pertanto rimarcato che, con l’esclusione del Principe Zaleski di Matthew Phipps Shiel, personaggio che appartiene alla nobiltà polacca ed è pertanto tenuto a conoscere gran parte delle altre genealogie nobiliari europee, questo elemento non è imprescindibile per un “Dottore psichico” tanto quanto lo è per il detective classico ed anche nel caso di Zaleski non si tratta a volte che di una pura “nota” di costume, utile solo a colorire ulteriormente trama e personaggio. La scelta cosciente, da parte dell’Investigatore dell’Occulto” di mantenersi fuori dal mondo, risponde altresì, come cercheremo di dimostrare, ad un programma specifico. L’”Iniziato” gnostico, poco importa se la sua dottrina appartenga al “pessimismo” di Valentino, all’”Angelismo” di Basilide o al “Sofianismo” copto, deve liberarsi dall’opacità del mondo materiale e deve farlo tramite uno sforzo volontario e personale e tramite l’esplorazione dei propri stadi nel cammino verso la “Rivelazione” finale. Gli elementi del mondo “esterno”, poco importa se sociali, linguistici, di lignaggio o di censo, non solo non costituiscono se non una perdita di tempo ma contribuiscono anche ad inquinare ulteriormente la pura luce originaria dell’uomo “pneumatico”, l’uomo di spirito che è destinato alla conoscenza “gnosis” appunto. Se riflettiamo bene sulla temperie culturale e politica, presente nel periodo durante il quale questi scrittori davano vita alle loro creazioni letterarie, tale sfondo mistico non dovrebbe risultare particolarmente “forzato”. Non va dimenticato che Annie Besant, seguace e segretaria di Helena Petrovna Blavatski la fondatrice della Teosofìa, partecipò attivamente ai movimenti femministi dell’epoca, né che il Dottor Taverner di Dion Fortune (nome “iniziatico” della più prosaica scrittrice Violet Mary Firth, figura sulla quale torneremo più avanti) riflette perfettamente tutti gli elementi sopra indicati. Lo stesso socialismo di William Morris non era per niente alieno a tali componenti esoteriche, né il successivo “Comunismo” più rivoluzionario, con il suo programma di abbattimento delle differenze sociali sulla via del “Comunismo cosmico” che si può leggere anche “Rivelazione finale” o “Eschaton”. Se vogliamo estenderci alla letteratura “moderna”, neppure la differenza fra “Babbani” e “Maghi di Hogwarts” della famosa e plurisfruttata saga di Harry Potter è particolarmente estranea alla differenza che le sette gnostiche dei primi secoli del cristianesimo stabilivano fra “uomini ilici” (da “Ule”, materia bruta) e “pneumatici” (uomini spirituali, veri gnostici). Per questo ed altri motivi, il John Silence di Blackwood ha un passato ed una condizione sociale sempre intravista o suggerita, mai del tutto esposta con chiarezza, si occupa solo di casi “psichici” particolari, ma è quasi impossibile conoscere il “metodo” con il quale li scova, almeno prescindendo dalla categoria dell’ “Occulto”; il Principe Zaleski di Shiel, vive come un recluso “decadent” nel suo torrione di beckfordiana memoria nel mezzo della campagna inglese, circondato da reperti archeologici che evocano un passato esotico ed arcano, dai suoi libri di “teosofìa” (cito testuale da Shiel) e dalle sue traduzioni di lingue “morte”, Carnacki si occupa solamente di casi proposti dai suoi sconosciuti amici e, per il resto, conduce la tipica vita del gentiluomo rurale (con un pizzico di “contafole” di paese che no guasta affatto), mentre il Dottor Taverner di Dion Fortune gestisce una “Clinica di salute mentale” (praticamente un manicomio) il che, Nell’Inghilterra dei primi del Novecento equivaleva in pratica ad una morte sociale vera e propria, dato che i malati mentali venivano praticamente studiati alla stessa stregua dei “Selvaggi” anche durante gli ultimi anni dell’”Impero”. Padre Brown d’altro canto, e dovremo includerlo in quanto nonostante la dichiarata ortodossia del suo creatore Gilbert Keith Chesterton non fa che confermare quanto detto sin qui, è un prete cattolico nell’Inghilterra anglicana (dunque un “papista”), mentre il Don Isidro di Borges è addirittura un carcerato. Altra spiegazione di questo allontanamento spesso irreversibile dal mondo sociale, andrà cercato ancora in alcuni concetti che lo gnosticismo iniziatico (che potremmo anche definire “eterodossia cattolica”) contribuisce a spiegare. E’ molto difficile che i casi “soprannaturali” vengano cercati intenzionalmente da questa particolare classe di “professionisti”. Normalmente funziona al contrario secondo la formula tipica dei detective “hard boiled”: “Non sono io a cercare guai, sono i guai che cercano me!”. In questo tipo di raccontini produce sempre qualche “coincidenza”per la quale il caso si propone “motu proprio” all’investigatore, come un gioco ad incastro che alla fine “trova” il protagonista. All’interno dello gnosticismo, l’iniziato vero non ha più alcuna necessità di cercare il Mondo. Attraverso la sua “liberazione” (potremmo anche scrivere “emancipazione” egli ha scoperto che l’Universo è solo un gioco di occultamenti progressivi, la luce viene nascosta dalle tenebre che non possono distruggerla, ma si possono osteggiare l’iniziato. Una volta che l’Iniziato abbia assunto questa verità, non aiuterà i “Demiurghi” ponendosi egli stesso alla ricerca di un centro o “Polo”, che dia spiegazione della complessità del mondo (naturalmente si intende sempre per “Mondo” la complessa cosmogonia gnostica), non cercherà volontariamente il gioco di illusioni e confusioni che gli “Arconti” hanno sapientemente tessuto intorno agli ignari “tellurici”, ma sarà un “Polo” egli stesso (termine tradotto con “Qutb” nello gnosticismo persiano), aspetterà cioè che la Tenebra, non provocata, si muova e compia la sua mossa, per attirarle sul terreno dell’ Iniziato, laddove egli potrà combatterla in situazione di vantaggio. Così le vittime di casi soprannaturali del Dottor Taverner, si riconoscono per alcuni “segni” specifici, indizio o di malattia peculiare o di “estraneità”, segni che l’Iniziato sa riconoscere, e quasi si pongono volontariamente nelle mani del Dottore, riconoscendo intuitivamente la sua “Forte personalità psichica”.

Nessun commento:

Posta un commento