Melek Ta'us

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domenica 9 gennaio 2011

I casi del Principe Zaleski ...

I casi del Principe Zaleski sono sempre caratterizzati da una demoniaca complessità e lo “trovano” sempre nel momento in cui stanno per convertirsi in inevitabile tragedia se non fosse per la soprannaturale capacità di risoluzione del Principe, mentre la reputazione del Don Isidro di Borges è talmente incrollabile da permettergli di essere visitato costantemente dalla maggior parte dell’ “Intellighenzia” argentina nella sua cella, quasi che la sua condizione di barbiere-carcerato non venga notata. Sappiamo già che Sherlock Holmes si appoggia, per la risoluzione dei suoi casi, alle risorse di Scotland Yard per quanto riguarda uomini e mezzi, per i nostri Investigatori dell’Occulto invece, non si tratta nulla di così prosaico. John Silence sembra avere fra le sue conoscenze, un tipo particolare di “amici” che intervengono in suo aiuto quando necessario (a volte nemmeno questo fattore è lasciato direttamente all’intuizione del lettore); Il Dottor Taverner appartiene ad una società iniziatica conosciuta sotto il nome di “Consiglio dei Sette” ed Egli, a volte, è tenuto a intervenire per esplicita richiesta del Consiglio, quando il caso lo richieda, mentre quasi mai arriveremo a conoscere la natura esatta degli “amici” di Carnacki, né che tipo di criteri o fonti egli usi nel rinvenimento dei suoi casi paranormali. Per quanto invece riguarda il Principe Zaleski, egli sa esattamente come e quando muoversi e nessuno gli rifiuta aiuto, appoggio o informazioni sia quale sia la gravità del caso. Vanno anche rimarcati i tratti apparentemente caricaturali di Zaleski rispetto al suo eminente patrigno di Baker street, che in fondo, non sono che un benevole ghigno di Matthew P. Shiel al suo illustre collega; il detective di Conan Doyle è un entusiasta consumatore di cocaìna, droga particolarmente stimolante per l’attività celebrale ed i cui utilizzi clinici si stavano scoprendo proprio in quel periodo, mentre il Principe è un convinto fumatore di “cannabis indica”, oppiaceo dall’effetto calmante ed onirico; Sherlock Holmes è uomo d’azione, può travestirsi in qualsiasi modo o foggia, spara ai criminali, gli da la caccia senza pietà e lotta con loro all’ultimo sangue, Zaleski invece risolve i suoi casi dal suo torrione, “divinando” la soluzione grazie alle sue capacità intuitive (non deduttive), salvo nel famoso caso della “Società di Sparta” (la famosa S.S. società fittizia, la cui invenzione fu quasi profetica nei confronti della ben più reale “società” tedesca successiva), caso durante la risoluzione del quale il nostro viene quasi sacrificato dai suoi terribili accoliti salvo poi uscire dalla situazione pronunciando una sola parola mistica, la natura della quale non potremo mai essere abbastanza dotti né preparati da scoprire. Don Isidro Prodi invece non solo risolve tutti i suoi casi dalla cella del carcere in cui è rinchiuso ma addirittura tutti cercano il suo aiuto spontaneamente come fosse un santo od un guru e non il barbiere di un quartiere povero argentino, mentre che dire di Padre Brown, ometto mite che non possiede né il “phisique du role” né l’inclinazione per mettersi a rincorrere criminali di qualsivoglia specie, salvo, anche qui, l’eccezione costituita dal formidabile Flambeau, che infatti si convertirà in accolito e seguace dell’umile ma implacabile pretino. Altro fattore di cui dovremo tenere conto è l’utilizzo occulto del “colore” o della “sensazione sottile”, che è un elemento chiave per comprendere il genere di “Investigazione soprannaturale”.

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