Melek Ta'us

Melek Ta'us

domenica 9 gennaio 2011

Lettore "attento" e lettore "profano"

Il lettore o lo scrittore “profano”, quello cioè più attento ai particolari del racconto di investigazione classico, si avvale di un tipo di interpretazione “per genere” così da porre sempre maggiore attenzione alla trama e agli elementi “polizieschi”, naturali e soprannaturali che siano, ma dimentica sempre che l’autore sa sempre più di quanto voglia lasciar intendere, bisogna leggere tra le righe della storia per così dire ed è là che si cela il vero “giallo”. La ragione principale del declino di questo genere letterario, sta nella sua apparente “artificialità” che sembra contravvenire sprezzantemente ai principi basilari del genere. Le fonti e gli anelli delle catene deduttive di Sherlock, paiono campati in aria solo all’inizio, ma alla fine appaiono chiari e ben sottolineati. Quando il detective di Baker street sembra risolvere l’impossibile con un “coup de main”, il lettore si sente diviso fra l’ovvia stupefazione per la risoluzione del caso e la spiegazione di come il detective abbia potuto saltare gli ostacoli messi sul suo cammino grazie alla sua stupefacente conoscenza di persone e ambienti. Ma nei casi “Occulti” si sente nauseato a causa di tutti questi riferimenti ad “Amici superiori”, siano “Il Consiglio dei Sette” di Taverner o le S.S. di Zaleski, impossibilitate a nuocere a causa di una non meglio identificata “parola di potere”. Per ovviare a questa nausea, basta solo scendere più nel dettaglio,usare una immaginazione “visiva”. Se le regole del genere investigativo impongono di fornire al lettore “tutti” gli indizi necessari alla comprensione di come il caso sia stato risolto, gli autori di cui sopra non possono costituire in nessun caso un’eccezione dato che questo genere letterario è sempre un esercizio di equilibrio perfetto tra elementi “Fantastici” ed elementi “reali” e non tragga in inganno l’apparente “faciloneria” con la quale l’Harry Dickson di Jean Rey sembra fare uso sconsiderato del’elemento fantastico per scardinare la base deduttiva classica del racconto di investigazione, anche lì si sta facendo un uso ragionato e coerente di termini ed indizi. Cadere eccessivamente dall’una o dall’altra parte sarebbe pertanto un gesto di disattenzione da parte di un autore che si rispetti, ecco perché l’”Investigatore psichico” necessita di un lavoro più difficile per essere debitamente tratteggiato, rispetto a quello “deduttivo” classico.

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