Melek Ta'us

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mercoledì 5 gennaio 2011

La "Passione" di Fresella per l'Occulto

resoconto di ciò che l’Arma ha rinvenuto in piscina, ben differente fu ciò che i Carabinieri rinvennero perquisendo “Il Maniero” di Fresella. All’interno di una delle stanze interne, si trovava il personale “Altare” del Boss, consistente in una statuetta rappresentante una Divinità che gli esperti hanno definito di origine “Fenicio Cananea”, molto probabilmente raffigurante una divinità marina. Proprio sulla statuetta faceva bella mostra di sé una foto in bianco e nero raffigurante Il latitante avvolto da una veste cerimoniale nera, poco più sotto una targhetta d’oro riportante la scritta “Ordine esoterico di Dagon. Loggia Partenopea”, forse una targhetta massonica: “Difficile però stabilire a quale ramo questa appartenga, visto che il fenomeno della Massoneria italiana si è complicato ulteriormente in data odierna”, come ha riportato l’Osservatorio del CESSNUR, chiamato dall’Arma a fare luce ulteriore sul mistero. Ai piedi dell’”Altare” due “migranti” seminudi di origine polinesiana, rendevano culto personale alla divinità finendo un povero cane randagio a coltellate. I due soggetti, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, sono stati rinvenuti privi di regolare permesso di soggiorno e l’interrogatorio a loro carico verrà proseguito non appena sarà trovato un interprete, dal momento che nessuno di loro è in grado di esprimersi in italiano. Fin qui la cronaca, resta però ancora più di un interrogativo. Può il fanatismo religioso di un latitante essere sufficiente a scatenare una strage? I fatti hanno dimostrato di si, come testimonia l’accaduto al povero Parroco ed ai suoi innocenti fedeli, fatto sta che Napoli ed il nostro Paese, sono ancora ben lungi dal trovare la pace che un paese civile avrebbe il dovere di garantire e proteggere.

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