Melek Ta'us

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domenica 9 gennaio 2011

...Di specchi e Mondi

Abbiamo scelto solo queste due per non allungare eccessivamente il brodo, ma credo che il succo si sia capito. Fondamentalmente, quello di Borges è un gioco di specchi dove l’immagine si confonde col suo doppio e si moltiplica all’infinito, contribuendo a scagliare il mistero su di un piano più sottile, complesso e metafisico. Savastano diventa una replica più “popolare” di Molinari, il quale è la replica più “intellettuale” di Sangiacomo etc. Ma è anche il gioco favorito da Borges, la macchinazione nella macchinazione, la confusione fra copia ed originale. La Cosmogonìa gnostica successiva a Plotino. , quella cioè attribuita da Sant’Ireneo a Basilide e Valentino è basata sull’esistenza di intermediari fra lo gnostico e la Divinità. Nei sistemi “negativi” questi Angeli sono conosciuti con il nome di “Arconti”, overo principi archetipici di difetti umani; in quelli “Positivi”, sono figure che assomigliano molto agli “Elohim”. Angeli o spiriti che governano pianeti o case planetarie come l’Oyarses di Clive Staples Lewis nel suo “ciclo di Edwin Ransom”. L’interpretazione occultistica dei tarocchi, che non risale anteriormente al secolo diciottesimo, comprende sia il sitema negativo che quello positivo. Don Isidro Parodi è il “Polo” (Qutb), il “Liberato” attraverso l’Iniziazione ovvero secondo Basilide, L’”Adamo Originario”, che essendo passato attraverso i cieli e le stelle che rappresentano gli umani difetti, si è purificato ed ha ritrovato il suo stato originario. Ma senza dubbio se Don Isidro, che è passato attraverso tutte le esperienze di coloro che cercano il suo aiuto e se questi rappresentano simbolicamente gli Angeli gnostici, il detective incarcerato è un “Iniziato” che non arriva mai realmente a raggiungere la libertà che sta nell’unicità del Dio Plotiniano, in quanto questo “Uno” è sempre lo specchio o la copia imperfetta di qualcos’altro, cioè è sempre un “Due” un “Tre” e così via. Somiglia all’Almotasim del racconto omonimo, che alla fine non è la Divinità, ma solo lo specchio di Una divinità maggiore, che è lo specchio di un’altra e così all’infinito, ma questa è solo la visione personale di Borges. Senza dubbio gli altri Investigatori psichici hanno le stesse capacità del Don argentino, osservare, aspettare, correggere attraverso la conoscenza “gnosis”. In molti dei casi di cui ci parla Dion Fortune, il Dottor Tavernersi limita, per quasi tutto l tempo della narrazione, a seguire non visto lo sviluppo del caso, le sue logiche conseguenze per poi “correggere” l’equivoco prima che impedisca la normale risoluzione, come nel caso della “Figlia di Pan” e nel caso dell’Ondina; Già abbiamo parlato del “poseur” Zaleski, mentre John Silence sa sempre in anticipo di che si tratta o quasi, gli basta guardare attentamente l’interlocutore “con uno sguardo dei suoi” e la sua abilità specifica sta nel farsi aiutare dai suoi collaboratori senza che questi abbiano il tempo di riflettere sull’esatta natura del fenomeno, conoscenza che , non essendo iniziati causerebbe probabilmente il loro tracollo psichico. In altre parole queste figure di “Detective-iniziati” assomigliano molto agli “Istari” di Tolkien, uomini cioè il cui alto grado di conoscenza (“Gnosis”), gli ha permesso di raggiungere poteri quasi angelici. Che la maggior parte di questi autori (eccetto naturalmente Borges, Hodgson e Rey) sia appartenuta alla “Golden Dawn” è rilevante solo nel senso delle possibili conoscenze di occultismo con cui la setta li deve aver più o meno familiarizzati. E’ vero che sia Machen che Blackwood cercheranno di dimenticare quel tipo di esperienza, ma nessuno di tutti e due né tantomeno Dion Fortune, che creò poi la sua personale conventicola magica, dimenticò mai l’occultismo. Machen formò la sua personale visione mistica, basata sul cristianesimo celtico- medievale sull’alchimia, Blackwood non smise mai di parlare dell’Occulto, anche in conferenze americane e programmi radiofonici, mentre Dion Fortune continuò a promuovere le sue conoscenze magiche nella sua “Order of the inner light”. Quello che voglio dire è che per scrivere un buon giallo “soprannaturale” bisogna possedere necessariamente una infarinatura di tali dottrine, in particolare per quanto concerne i due principi metafisici di “Bene” e “Male”. Ecco perché i brividi di Un Blackwood non saranno mai paragonabili a quelli di un Seabury Quinn o di un Sidney Horler, ma potranno assomigliare semmai a quelli di un Manly Wade Wellman, scrittore americano, che con il suo “Judge Pursuivant” pare ritornare parzialmente ai fasti di un Carnacki e di un John Silence. Attualmente solo John Connolly con il suo Charlie “Bird” Parker continua degnamente questo filone, stavolta partendo da premesse “Hard-Boiled” più che del giallo di investigazione alla Arthur Conan Doyle. In altre parole un buon scrittore deve sempre documentarsi scientificamente prima di affrontare questo difficile genere e mi potete credere se vidico che quella “Occulta”, per uno che sa il suo mestiere (di scrivere) è una “Scienza” oggettiva e filologicamente fondata quanto qualsiasi altra.




Bibliografia parziale a "Investigatori dell'Occulto": Narrativa

Riporto qui una bibliografia parziale in italiano. Chi fosse interessato a non spendere troppo (dato che a parte una traduzione recente di John Silence per l'editrice UTET, tutte le altre sono scatalogate e costano abbastanza)può ordinarli in lingua con Amazon oppure leggerli gratis (sempre in inglese) con "Project Gutenberg"

"Investigatori dell'Occulto" ed. Bur 1990 (in particolare la buona introduzione a cura di Gianni Montanari a p.5

"Carnacki cacciatore di spettri" William Hope Hodgson" Siad ed. 1978

"I segreti di Taverner dottore dell'Occulto" Dion Fortune ed. Venexia collana "Le Civette di Venexia" 2003

"Il Principe Zaleski" Matthew Phipps Shiel Sellerio ed. 1986

"Sei problemi per Don Isidro Parodi" Jorge Luis Borges-Adolfo Bioy Casares Einaudi ed.

Parte Saggistica:(Italiana e francese)

Plotino: “Enneadas” Ed. It. testo a fronte greco-italiano Rusconi, Milano 2006
Henry Corbin “Corps Spirituelle et terre Celeste” Ed. Bouchet Chastel 1979 Paris p. 123
San Ireneo: “Contra Haereses”, ed. It. testo a fronte Ed. Fondazione Lorenzo Valla-Arnoldo Mondadori, Milano 2003
Ioan P. Couliano: “Experiences de l’extase” 1984 Payot, Paris p.19 e sig.
Ioan P. Couliano Op. Cit.
Israel Regardie: “The Golden Dawn” Llewelyn publications U.S.A. 1971 p. 27
Ioan P. Couliano ob. Cit. P.8-9
Israel Regardie: “The Golden Dawn” Llewelyn publications U.S.A. 1971
Henry Corbin “Corps Spirituelle et terre Celeste” Ed. Bouchet Chastel 1979 Paris

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